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Sentenze: Diritto Penale

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31/01/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Corte di Cassazione, III sezione, 9 gennaio 2015, n. 535

     9Nei reati tributari, salvo per i delitti di dichiarazione e per l’art. 8 comma 2, la competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è consumato. In particolare, il luogo di consumazione coincide con quello in cui si compie, alla scadenza del termine previsto per la dichiarazione di sostituto di...


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30/01/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 25 novembre 2014 – 30 gennaio 2015, n. 4584

     È suscettibile di revisione critica la tesi dell’assorbimento del delitto di abuso d’ufficio in quello di lesioni personali. La tesi dell’esistenza di un rapporto di specialità tra il delitto di abuso d’ufficio e quello di lesioni non convince poiché non tiene nel dovuto conto che uno dei criteri utilizzati dalla giurisprudenza di legittimità...


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29/01/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Corte di Cassazione, Sezione V penale, Sentenza 29 gennaio 2015, n. 13531

La prova dell’avvenuto pagamento degli straordinari in nero ai dipendenti può salvare l’amministratore della società dal reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. Infatti, laddove si accerti che il distacco dei beni dal patrimonio del fallito sia servito a soddisfare crediti muniti di privilegio che non hanno pari nella massa creditoria, la condotta è lecita e...


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29/01/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Cass., sez. VI Penale, 10 dicembre 2014 – 29 gennaio 2015, n. 4332

      Possono integrare il delitto di cui all’art. 572 cod. pen. non solo fatti commissivi, sistematicamente lesivi della personalità della persona offesa, ma anche condotte omissive connotate da una deliberata indifferenza e trascuratezza verso gli elementari bisogni affettivi ed esistenziali della “persona debole” da tutelare. Deve però trattarsi di un quadro di fatti...


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28/01/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Corte di Cassazione, V sezione, 28 gennaio 2015, n. 4157

     La sussistenza di un conflitto di interessi tra chi detiene il potere gestorio e la società si traduce in un interesse extrasociale che deve essere oggettivamente valutabile, concreto, attuale ed effettivo. Trattandosi di reato di evento l’atto di disposizione dei beni sociali deve concretizzarsi in un danno per il patrimonio sociale oltre ogni...


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28/01/2015 di Riccardo Savi Diritto Penale

Cassazione, sez. II Penale, sentenza 20 – 28 gennaio 2015, n. 4151

      A differenza di quanto avviene per la ipotesi della cosiddetta truffa contrattuale, per la quale è costante l’affermazione che integra gli estremi della truffa la condotta di chi ponga in essere artifizi o raggiri consistenti nel tacere o nel dissimulare fatti o circostanze tali che, ove conosciuti, avrebbero indotto l’altro contraente ad...


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28/01/2015 di Riccardo Savi Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 1 ottobre 2014 – 21 gennaio 2015, n. 2768

     Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, la nozione di “privata dimora” nella fattispecie di furto in abitazione è più ampia di quella di “abitazione”, in quanto va riferita al luogo nel quale la persona compia, anche in modo transitorio e contingente, atti della vita privata. L’ipotesi di reato delineata dall’art. 624...


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28/01/2015 di Riccardo Savi Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 7 ottobre 2014 – 28 gennaio 2015, n. 4177

   Una menomazione anche minima, purché apprezzabile, della potenzialità di un organo, sicuramente sussistente nel caso, come quello in esame, della rottura di un incisivo, appare sufficiente per aversi indebolimento permanente dell’organo della masticazione ai sensi dell’art. 583, comma primo, n. 2 cod. pen. Integra la fattispecie criminosa di cui all’art. 583, comma primo, n....


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27/01/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 26 settembre 2014 – 27 gennaio 2015, n. 3856

      In tema di lesioni volontarie, ai fini della configurabilità del dolo, non è necessario che la volontà dell’agente sia diretta alla produzione di conseguenze lesive, ma è sufficiente, invece, il dolo eventuale insito nell’intenzione di infliggere all’altrui persona una violenza fisica. Tale ipotesi è riscontrabile anche nel caso  in cui l’atto violento...


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26/01/2015 di Riccardo Savi Diritto Penale

Cass., sez. III Penale, 6 novembre 2014 – 26 gennaio 2015, n. 3384

      Il discrimine tra la condotta che costituisca concorso nel reato di illecita detenzione di stupefacenti e la condotta che invece dia luogo all’autonomo reato di favoreggiamento personale va rintracciato nell’elemento psicologico dell’agente. Esso deve essere valutato in concreto, per verificare se l’aiuto (che ponga in essere la condotta criminosa costitutiva del reato...


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