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Sentenze: Diritto Penale

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05/03/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 16 gennaio – 5 marzo 2015, n. 9654

     Il delitto di maltrattamenti in famiglia assorbe i delitti di percosse e minacce, anche gravi, sempre che tali comportamenti siano contestati come finalizzati ai maltrattamenti, in quanto costituiscono elementi essenziali della violenza fisica o morale propria della fattispecie prevista dall’art. 572 c.p., ma non quello di lesioni, che non costituisce sempre elemento essenziale...


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03/03/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 16 gennaio – 3 marzo 2015, n. 9227

     La regola valutativa più volte ribadita da questa Corte è quella secondo cui, in materia di stupefacenti, l’art. 73, comma primo – bis, lett. a), del d.P.R. n. 309 del 1990, come novellato dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49, indica i parametri, fra loro non reciprocamente autonomi, sulla base dei quali apprezzare...


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03/03/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 20 novembre 2014 – 3 marzo 2015, n. 9215

     La mera condotta di inserzione su un quotidiano (o comunque su un sito ad ampia diffusione) di donne che si offrono per incontri sessuali non è sufficiente, occorrendo che vengano compiute altre attività finalizzate ad agevolare la prostituzione onde rendere più allettante l’offerta e facilitare l’approccio con un maggior numero di clienti (come,...


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03/03/2015 di Riccardo Savi Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 14 ottobre 2014 – 3 marzo 2015, n. 9245

    L’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede può essere esclusa da una sorveglianza esercitata sulla cosa solo se questa formi oggetto di una diretta e continua custodia da parte del proprietario o di persona addetta; ciò è a dirsi a maggior ragione in considerazione del fatto che l’azione illecita si è compiuta in un luogo...


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03/03/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Corte di Cassazione, V sezione, 3 marzo 2015, n. 9305

      Il socio di maggioranza e presidente del C.d.A. di una società non può vendere i beni della stessa ad un prezzo enormemente inferiore al reale in caso di conflitto di interessi, sul presupposto dello stato di crisi dell’azienda. Il socio di minoranza ha diritto di richiedere una consulenza al fine di verificare...


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03/03/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Corte di Cassazione, Sezione V penale, Sentenza 3 marzo 2015, n. 9266

È configurabile il concorso in bancarotta fraudolenta documentale per i sindaci che si limitano a effettuare verifiche formali sui conti della società senza approfondire la realtà dietro il semplice dato formale. Il concorso non è invece ipotizzabile per il responsabile del controllo interno della Spa che omette di effettuare un effettivo monitoraggio dell’attività della società....


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02/03/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 11 dicembre 2014 – 2 marzo 2015, n. 9156

    Ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, spetta al giudice verificare in concreto l’offensività della condotta ovvero l’idoneità della sostanza ricavata a produrre un effetto drogante rilevabile. Il principio di “necessaria” offensività del reato, come criterio guida per l’interprete onde valutare la tipicità della...


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02/03/2015 di Giovanna Tedesco Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 18 dicembre 2014 – 2 marzo 2015, n. 8977

    Con riferimento alla ritenuta incompatibilità del dolo eventuale sull’illegittimità dell’atto (condotta) con il dolo intenzionale sul vantaggio patrimoniale ingiusto per il privato (evento) nel delitto di abuso d’ufficio, secondo l’orientamento consolidato di questa Corte, in tema di abuso d’ufficio, per la configurabilità dell’elemento soggettivo è richiesto il dolo intenzionale, ossia la rappresentazione e...


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27/02/2015 di Riccardo Savi Diritto Penale

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 13 gennaio – 27 febbraio 2015, n. 8937

     Affinché possa ritenersi integrata l’omissione di denuncia, è richiesto che l’esercente il pubblico servizio venga a conoscenza, in concomitanza o a cagione delle funzioni espletate, di una situazione che presenti gli elementi essenziali di un fatto costituente reato, dovendo trattarsi di elementi che appaiono sufficientemente affidabili e capaci di indurre una persona ragionevole...


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27/02/2015 di Salvatore Mannino Diritto Penale

Corte di Cassazione, V sezione, 27 febbraio 2015, n. 8864

    La nozione di amministratore di fatto, introdotta dall’art. 2639 c.c., postula l’esercizio in modo continuativo e significativo dei poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione. Significatività e continuità non comportano necessariamente l’esercizio di tutti i poteri propri dell’organo di gestione, ma richiedono l’esercizio di un’apprezzabile attività gestoria, svolta in modo non episodico...


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