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Sentenze: Diritto Commerciale

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28/11/2014 di Marco Garavelli Diritto Commerciale

Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Impresa – B, 28 novembre 2014 (ord.)

      1. Anche la delibera assembleare negativa può essere impugnata nelle forme e nei termini di cui all’art. 2377 cod.civ. Nondimeno, l’annullamento di una delibera negativa non fornisce tutela alcuna all’impugnante od alla società dei cui diritti fosse riconosciuta la lesione; perciò va riconosciuto che, accertata l’illegittima considerazione del voto nel quorum deliberativo,...


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28/11/2014 di Benedetta Cartella Diritto Commerciale

Cass. civile 28 novembre 2014 n. 25275

      La cancellazione dal registro delle imprese comporta l’estinzione della società, privandola della capacità processuale. Ne consegue che l’appello successivo al verificarsi della cancellazione deve provenire (o essere indirizzato) dai soci (o nei confronti dei soci) succeduti alla società estinta, a pena di inammissibilità, non potendo ritenersi nullo un giudizio (o grado di giudizio) che,...


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28/11/2014 di Eleonora Munno Diritto Civile e Diritto Commerciale

Cass. civile sez. VI 28 novembre 2014 n. 25296

      In tema di imposte sui redditi, l’obbligo di motivazione degli atti tributari, come disciplinato dall’art. 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212, e dall’art. 42 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, è soddisfatto dall’avviso di accertamento dei redditi del socio che rinvii “per relationem” a quello riguardante i redditi della società, ancorché...


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23/11/2014 di Eleonora Munno Diritto Commerciale

Cass. civile sez. I 23 novembre 2014 n. 22574

      Il diritto, riconosciuto agli eredi del socio di una società di persone dal combinato disposto degli artt. 2284 e 2289, primo comma, cod. civ., alla liquidazione della quota sociale già in titolarità del “de cuius”, ha natura analoga al diritto di credito che sarebbe spettato al socio stesso per l’ipotesi di recesso attuato prima...


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21/11/2014 di Eleonora Munno Diritto Commerciale

Tribunale Salerno sez. II 21 novembre 2014 n. 5550

      Nei rapporti tra cedente e cessionario di quota di società di persone, l’individuazione della parte tenuta al pagamento delle obbligazioni contratte dalla società prima della cessione e non ancora estinte è un problema di ermeneutica contrattuale, avendo il legislatore lasciato all’autonomia contrattuale la regolamentazione della ripartizione interna di tali obbligazioni, risultando inconferenti le previsioni...


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06/11/2014 di Benedetta Cartella Diritto Commerciale

Corte di Cassazione, 6 novembre 2014, n. 23648/14

      La disciplina per l’uso del patronimico nella ditta, disciplinata dall’art. 2564 c.c., è diversa da quella per l’uso del patronimico nel marchio poiché i due istituti si basano su principi e presupposti diversi. Nel caso del marchio, infatti, non esiste alcuna norma che imponga l’incorporazione del patronimico e, quindi, l’utilizzazione commerciale del nome patronimico...


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06/11/2014 di Claudio Miglio Diritto Commerciale

Cass. S.U., 6 novembre 2014, n. 23676

     L’impresa familiare è incompatibile con la disciplina delle società di qualunque tipo. Secondo la sentenza: «ciò che davvero si palesa irriducibile ad una qualsiasi tipologia societaria è la disciplina patrimoniale concernente la partecipazione del familiare agli utili ed ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, in proporzione...


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06/11/2014 di Marco Garavelli Diritto Commerciale

Corte di Cassazione, sez. unite, 16 settembre – 6 novembre 2014, n. 23676

      L’impresa familiare di cui all’art. 230 bis c.c. non può essere esercitata in forma societaria. Nonostante l’utilizzo nella disposizione codicistica del termine “impresa”, infatti, la disciplina patrimoniale sulla partecipazione del familiare agli utili, il riconoscimento di diritti corporativi al familiare del socio e la natura residuale dell’istituto sono indici che depongono a...


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06/11/2014 di Eleonora Munno Diritto Commerciale

Cass. civile sez. I, 6 novembre 2014 n. 23651

      Il socio accomandante, il quale emetta assegni bancari tratti sul conto della società all’ordine di terzi, apponendovi la propria firma sotto il nome della società e per conto della stessa, in difetto della prova della sussistenza di una mera delega di cassa assume solidale ed illimitata responsabilità ai sensi dell’art. 2320 c.c. per tutte...


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04/11/2014 di Benedetta Cartella Diritto Commerciale

Tribunale di Brescia, Sez. Impresa, 4 novembre 2014

      Per determinare la sussistenza del requisito dell’attività inventiva, occorre considerare le anteriorità opposte avuto riguardo non tanto al problema tecnico da risolvere, bensì all’insegnamento inteso come contenuto della descrizione brevettuale, al di là dello scopo innovativo che si proponeva l’inventore e del tenore delle rivendicazioni, tenuto conto anche delle risorse elaborative dell’esperto e degli...


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